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L’ipotesi del viaggio nel 406


Percorso del viaggio del 406

L’ipotesi del viaggio nel 406


Percorso del viaggio del 406

Il 405 potrebbe essere l’anno giusto per il pellegrinaggio, pensando anche che nel 416 Amatore poteva essere già troppo vecchio per affrontare un viaggio di otto mesi e che ancora non c’era stato l’attraversamento del Reno a far desistere da qualsiasi idea di lasciare i fedeli senza pastore proprio in mezzo alla bufera.

La partenza sarebbe avvenuta con l’inizio del bel tempo, alla fine di marzo, percorrendo la strada che portava ad Augustodunum, Lugdunum, Vienna (1) e Arelate. Da qui il gruppo si sarebbe imbarcato per costeggiare l’Italia, la Grecia, la Licia e Cipro fino ad arrivare a Caesarea in piena estate. Gerusalemme era una tappa imprescindibile ma il pellegrinaggio dovette includere, per forza di cose anche Antiochia o Tarso. Rimettersi in mare all’inizio di settembre, però, non era da persone assennate. È possibile che Amatore e il suo seguito abbia passato l’inverno in Cilicia, cosa che gli permise di venire a conoscenza del culto dei martiri Giulitta e Quirico e di acquisirne le reliquie.

il viaggio di ritorno

Alla fine di marzo del 406 iniziò il viaggio di ritorno che grosso modo avrebbe dovuto seguire lo stesso itinerario. Tuttavia, mettiamoci nei panni di Amatore, che stava compiendo il viaggio della vita e difficilmente avrebbe avuto occasione di compierne un altro simile, sulla via del ritorno occorreva almeno fare tappa a Roma. Intorno alla fine giugno il nostro gruppo arrivò a Roma, il vescovo visitò la tomba di San Pietro e incontrò Papa Innocenzo, riportandogli la notizia del martirio.

Percorso del viaggio del 406

A questo punto il viaggio avrebbe potuto proseguire via terra o via mare ma anche qui dobbiamo metterci nei panni del vescovo che trovandosi in un viaggio che difficilmente si sarebbe potuto ripetere avrebbe sicuramente colto l’occasione per rendere omaggio all’Augusto Onorio. Così, Mentre Amatore e il suo seguito percorrevano le strade dell’Etruria (2) o dell’Umbria (3) diretti alla corte imperiale di Ravenna, arrivava la notizia che tre colonne di combattenti guidati da Radagaiso stavano per superare gli appennini diretti verso Roma.

Immaginiamo il panico tra gli abitanti che non avevano mai conosciuto le miserie della guerra ma solo i racconti orrorifici che arrivavano dal nord. Immaginiamo anche il rapido cambio d’itinerario; Amatore dovette raggiungere in fretta la costa e un porto per poter approdare in Gallia in sicurezza. Qui, a Populonia, la comunità cristiana si radunò attorno al vescovo per cercare conforto e Amatore narrò ai fedeli riuniti la storia sconosciuta del martirio di San Quirico.

Le reliquie del santo a Marsiglia

Il fatto che, sbarcato a Marsiglia, Amatore lasciasse le reliquie di San Quirico nella chiesa di San Vittore sembra quasi un ringraziamento al martire della legione tebana per lo scampato pericolo. Radagaiso non raggiunse mai Roma ma venne fermato a Fiesole da Stilicone.

  (1) Attuale Vienne sul Rodano nel dipartimento dell’Isère.
(2) Sulla via Cassia in direzione di Siena.
(3) Sulla via Flaminia nei dintorni di Perugia.

continua …

Alle radici di San Quirico e San Giustiniano
 - Le ipotesi di lavoro di uno scrittore di romanzi storici - Tratto da uno studio di Diego Luci

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