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Via della Base Geodetica

Perché si chiama Via della Base Geodetica?

Via della Base Geodetica

Perché si chiama Via della Base Geodetica?  

La Carta Topografica d’Italia fu frutto di un grande lavoro svolto dagli Stati preunitari e poi di un ulteriore sforzo alla fine XIX sec. All’Unità politica della penisola seguì anche l’unità cartografica. Per questi motivi è importante custodire la memoria e tutelare i punti trigonometrici, come le basi geodetiche, testimonianza di un lungo e faticoso lavoro di misura.  

Università degli studi di Trieste

La Carta Topografica d’Italia (1875) è espressione di una visione d’insieme del territorio a cui corrisponde un nuovo senso di cittadinanza: disegni su 278 fogli, sforzi tecnici immensi sia per l’eterogeneità delle produzioni preunitarie che per la vastità e la tipologia di territorio da misurare.  

Uno degli aspetti tecnici fu la misura delle basi geodetiche che sono, come afferma il nome, il fondamento della triangolazione di primo ordine e definiscono la metrica del territorio da rappresentare.

E’ importante quindi riscoprire e rivalutare la storia e i luoghi per ricordare, con la tutela dei monumenti che la determinano sul territorio, il continuo lavoro di misura che ha permesso di “legare” punti anche immensamente lontani tra loro. I monumenti geodetici sono spesso oggetti anonimi sperduti nelle pianure.  

Rete Geodetica Nazionale

Il grande lavoro geodetico per la rimisura scientifica della penisola iniziò nel 1867 per terminare nel 1918 con la pubblicazione della prima Rete Geodetica Nazionale formata da 8 Basi Geodetiche: Somma Lombardo, Udine, Foggia, Ozieri, Lecce, Crati, Catania e Piombino.  

La triangolazione consiste nella misura degli angoli interni di una serie di triangoli contigui, il più possibile equilateri, i quali formano la rete geodetica. I vertici dai quali si misurano gli angoli devono essere intervisibili almeno con quelli più prossimi, possibilmente non troppo lontani.

L’accuratezza della una misura dipende sensibilmente anche dalla costruzione degli strumenti utilizzati.   Per misurare le distanze tra i vertici utilizzando gli angoli misurati, vero scopo dell’operazione geodetica, si richiede la misura diretta della lunghezza di almeno uno dei lati che viene chiamato Base Geodetica.

La Base Geodetica è la distanza, misurata con precisione, tra due punti scelti arbitrariamente sul terreno, possibilmente in una zona pianeggiante per facilitare la successiva operazione di riporto al livello del mare.  

La misura della vecchia Base Geodetica di Piombino (1895) si sviluppò lungo una strada di campagna tra Piombino e Vignale Riotorto. Oggi, la strada è denominata via della Base Geodetica e collega la frazione di Vignale Riotorto alla frazione di Fiorentina di Piombino. Il nuovo tracciato della Base (1959) corre quasi parallelamente a quello vecchio.  

§Tullio Aebisher
(Fonte: Associazione Italiana di Cartografia: Bollettino A.I.C. nr. 143 / 2011)

Un interessante studio può essere compendio per eventuali approfondimenti: LE BASI GEODETICHE STORICHE DELLA CARTA TOPOGRAFICA D’ITALIA (1875) COME MONUMENTI GEODETICO-CARTOGRAFICI di Aebischer, Tullio

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