Termine di concessione mineraria
La ricerca attiva
Dalla collaborazione tra il Comitato e il territorio nell’agosto 2019 è stato possibile identificare questo cippo, legato all’attività mineraria di Baratti, posto in prossimità di quella che si presume essere la sua collocazione originaria.
Stavamo verificando come, camminando, in meno di un’ora si potesse lasciare Populonia Stazione e raggiungere quella che un tempo fu l’area mineraria di Baratti mentre riflettevamo sul tempo necessario a rintracciare gran parte dei diffusi resti della miniera, per datarli e decifrarli.
Si tratta di un complesso di testimonianze che si sta perdendo e deteriorando per diversi motivi, ma può succedere che qualcosa di mai riconosciuto prima riemerga dal passato.
E’ questo il caso del “pilastrino” che materializzava, insieme ad altri cinque, la seconda concessione mineraria, detta del “Casone”, assegnata il 4 novembre del 1941 alla Società Anonima Mineraria Metallurgica Ferromin del gruppo ILVA, Altiforni e Acciaierie d’Italia.
E’ stato identificato nella sua posizione attuale, poco distante da dove fu collocato quasi ottant’anni fa. Pensiamo che non sia integro, ma che si tratti solo della sua parte superiore, comunque la più significativa.

Dietro questo frammento apparentemente banale si nasconde una storia complessa che ci rimanda alle ragioni per cui nel Regno d’Italia continuarono a sopravvivere per settant’anni le vecchie leggi preunitarie, all’interno di confini amministrativi ormai privi di senso, ma anche ai difficili anni della Seconda Guerra Mondiale
Tutto questo ci incoraggia nel proseguire nel nostro lavoro per ricostruire un percorso “minerario” che, a questo punto, non può non attraversare i Poderi Etrusco, Le Casine e San Giuseppe.
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