I tre San Giustiniano

Occorre prendere in considerazione la terza possibilità che vedo come la meno probabile di tutte; che Amatore non fece altre tappe dopo quella a Roma e la dedicazione a San Quirico di Populonia non fu del V secolo ma più tarda. In questo caso, prima di procedere con le ipotesi sarà il caso di introdurre anche San Giustiniano.
I tre giustiniani
Volendo scartare a priori Giustiniano I e II Imperatori, santi soltanto per la Chiesa d’Oriente, ci sono tre possibili Giustiniani da prendere in considerazione per la dedicazione della chiesetta e del monastero scomparsi: Giustiniano vescovo di Vercelli, Giustiniano di Ramsey e un semileggendario Giustiniano, neonato di quattro giorni, venerato a Limoges e citato in appendice nel Codex Hagiographicus Latinus N. 2540.
San Giustiniano di Limoges
Partiamo da quest’ultimo. Aniano e Giusta erano pagani e furono convertiti dal Vescovo Marziale di Limoges con la promessa che avrebbero avuto un figlio. La promessa non tardò a realizzarsi e i genitori si misero in viaggio per informare il vescovo. Il bambino nacque sulla strada per Limoges. Il vescovo lo battezzò, ma, durante il viaggio di ritorno, nello stesso luogo dove era nato, il bambino morì. Siamo intorno al III secolo ma l’intera storia è di carattere leggendario. A noi interessa soltanto sapere che era venerato nella regione della Loira e del Limosino e che, come San Quirico, era un bambino. La sua festa cadeva il 16 luglio.

San Giustiniano di Vercelli
Alcuni storici pensavano che questo stesso Giustiniano, prima di accettare la carica di vescovo di Vercelli, fosse stato per un certo tempo vescovo di Tours. Sappiamo per certo che Giustiniano resse la diocesi vercellese sedici anni, sei mesi e alcuni giorni, collocando la sua morte non oltre il marzo del 452 l’inizio del suo episcopato cade verso il 435. Era il vescovo della città quando, nel 448, passò per Vercelli proprio il nostro Germano, vescovo di Auxerre, diretto a Ravenna per perorare la causa degli abitanti dell’Armorica vessati da una spedizione punitiva . Germano morì a Ravenna e la salma venne riportata a Auxerre, sostò brevemente in città, fu detto che al suo ingresso nella cattedrale vercellese, che doveva essere consacrata in seguito a grandi lavori di restauro, le fiaccole e i ceri miracolosamente si accesero per indicare che ii santo, sebbene defunto compiva il rito della consacrazione. Qui è interessante notare il forte collegamento con San Germano ma anche quello con la città di Tours, se pure oggi sia considerato dubbio.
San Giustiniano di Ramsey

Poche notizie si hanno anche di San Stinian, questo il suo nome in gallese. Si trattava di un eremita nato in Bretagna che cercò rifugio sull’isola che oggi si chiama di Ramsey. Sappiamo che San Davide (Dewi) lo scelse come confessore e, quando morì, fece traslare il corpo in una tomba vicino alla sua chiesa. Questa connessione ci permette di datarlo in pieno VI secolo. L’epoca e i luoghi mi sono familiari; potrei aggiungere che fu contemporaneo di Sant’Iltud, maestro di eleganza di tutta la Britannia (secondo Gildas che fu suo allievo), e di San Teilo primo vescovo di Llandaff, visse in Dyfed sotto Vortipor, il pessimo figlio di un buon re (sempre secondo Gildas che, generalmente caustico con i tiranni locali, aveva apprezzato l’operato di Aircol, o Agricola), e fu contemporaneo di Athrwys figlio di Meurig di Glywysing, il personaggio storico su cui si basa gran parte della leggenda di Re Artù.
La 1 la 2 o la 3?
Quando chiesi a Mauro Carrara, storico locale, chi fosse questo Giustiniano a cui era stato dedicato il monastero mi rispose brevemente: “Un irlandese”. Mi ero fatto l’idea che si riferisse al primo abbate piuttosto che al dedicatario perché allora non conoscevo la storia di Stinian. Il fatto che fosse nativo della Bretagna non esclude il fatto che potesse essere irlandese, anzi scoto o, meglio ancora, attacotto come si sarebbe precisato al tempo. Giustiniano di Ramsey sarebbe un candidato perfetto ma, in realtà, tutti e tre questi santi hanno in comune una liason che rimanda all’Irlanda e sono tutti egualmente validi.
Alle radici di San Quirico e San Giustiniano - Le ipotesi di lavoro di uno scrittore di romanzi storici - Tratto da uno studio di Diego Luci
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