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Quelle impronte sul bunker della Seconda Guerra…

Quelle impronte sul bunker della Seconda Guerra…

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Testimonianza della Seconda Guerra Mondiale combattuta sul territorio nazionale e dell’occupazione tedesca, questa tipo di postazione in calcestruzzo, realizzabile in 48 ore, é forse la più visibile tra quelle che si trovano nel Golfo di Baratti.

Bunker tipo Tobruk Baratti

Il periodo bellico fu un passaggio fondamentale che contribuì a creare le condizioni per la successiva riforma agraria.

Uscire dalla Tomba a Edicola ed entrare in un bunker? Chissà! L’ingresso é al momento interrato.

48 ore era il tempo necessario a costruire una postazione Tobruk: così i tedeschi militarizzarono la penisola per contrastare l’avanzata degli alleati.

Planimetria del Bunker tipo Tobruk Baratti

Una costruzione in calcestruzzo quella nei pressi della Tomba del Bronzetto di Offerente, all’interno del Parco Archeologico di Baratti e Populonia, che mostra sulla copertura le impronte dei piedi nudi di chi, per completare i lavori, vi era salito quando la finitura in cemento era ancora fresca.

Impronte di piedi sul Bunker tipo Tobruk Baratti
Impronta di piede sul Bunker tipo Tobruk Baratti

Aveva in mano il barattolo che ha appoggiato sul cemento ancora non completamente asciutto, lasciando le impronte circolari: forse doveva stendere il rivestimento “a base di catrame” di cui si trovano ancora alcune tracce.

Impronte di piedi e fori sul Bunker tipo Tobruk Baratti
Impronte circolari sul Bunker tipo Tobruk Baratti

Una storia che continua nel dopoguerra: chi é nato e vissuto a Baratti racconta di questi fori ben visibili ed a distanza regolare, fatti con il martello pneumatico con l’intenzione di far saltare il bunker con l’esplosivo per toglierlo da un campo destinato ad altro: operazione interrotta.

Fori sul Bunker tipo Tobruk Baratti
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