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Poggio all’Agnello: 1922-1931 Mussio e Ciani

la Tabaccaia

Poggio all’Agnello: 1922-1931 Mussio e Ciani

Il 25 luglio 1922, gli avvocati Francesco Luigi Mussio e Mario Ferdiego Ciani acquistarono Da Curzio Vanni Desideri tutte le sue proprietà tra cui la fattoria di Poggio all’Agnello.  

Della fattoria di Poggio all’Agnello si occupò l’avvocato Mussio che introdusse la coltivazione intensiva del tabacco Kentucky, il più adatto alla fabbricazione del sigaro.
Per essiccare le bionde foglie, tra il 1922 ed il 1925, apportò opportune modifiche all’edificio chiamato tuttora Tabaccaia.

la Tabaccaia
  • La raccolta fatta a mano da squadre di uomini, staccando le singole foglie mature dal fusto. In questo modo si sottoponeva un campo a numerose “potature” prima che il tabacco fosse interamente raccolto.
  • La cernita fatta in base alla grandezza delle foglie. Era compito delle giovani donne scegliere e ammazzettare le foglie perché la fragilità e la preziosità del prodotto richiedeva il tocco leggero in modo da contenere al massimo la rottura.
  • I mazzi appesi in un ambiente ben areato, nel sottotetto della tabaccaia e dopo 15 giorni circa spediti.  

Si racconta che tutto il tabacco prodotto nella fattoria Poggio all’Agnello, classificato come eccellente, fosse inviato alla Manifattura Tabacchi di Lucca, per la fabbricazione del famoso Sigaro Toscano.  


Il Granduca di Toscana nel 1853 trasferì la manifattura da Firenze al Convento di Porta Sant’Anna di Lucca, con l’intenzione di rivitalizzare l’economia della città delle mura.

La storia del sigaro Toscano si sovrappone a quella delle sigaraie, le artigiane a cui era affidata sin dall’Ottocento la quasi totalità della produzione.

sigaraie


Dopo l’Unità d’Italia il numero delle sigaraie impiegate nel settore crebbe in modo esponenziale. Nella manifattura di Lucca la presenza femminile raggiunse le 4000 unità.

I turni, il cottimo, i continui soprusi da parte dei colleghi, i severi controlli in entrata e in uscita, portarono le sigaraie a ribellarsi: chiedevano maggiori diritti.

Nel 1912, grazie alle proteste le sigaraie di Lucca riuscirono a far valere i propri diritti di lavoratrici, ottenendo anche per prime l’allestimento di asili nido nei luoghi di lavoro.  

Alla fine degli anni ‘20 le attività dell’avvocato Mussio subirono una grave crisi.

La proprietà passò alla Società Anonima Populonia Italica . Dopo varie vicissitudini, nei primi anni ’30 del Novecento, la Società venne messa in liquidazione con la messa all’asta degli immobili da parte del Tribunale di Livorno.
Per ben capire chi e quali immobili furono venduti all’asta bisognerebbe fare ulteriori ricerche anche attraverso la consultazione del certificato catastale storico.  

L’avvocato Tommaso Gasparri la moglie Giulia, nel 1936, acquistarono all’asta il borgo di Populonia, la Società Populonia Italica e Marina di Populonia.

Nello stesso periodo l’ingegnere Leopoldo Parodi Delfino comprò la fattoria di Poggio all’Agnello, ma non sono stati reperiti documenti sulle modalità d’acquisto.

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