L’incidente ferroviario del 1934: Il racconto di una sopravvissuta
L’incidente ferroviario del 1934
Grazie alle ricostruzioni della stampa dell’epoca vi abbiamo parlato di questo tragico evento che fece calare il silenzio sul Carnevale Piombinese. I documenti delle probabili inchieste dei dipartimenti ferroviari non sono arrivati ai giorni nostri perché il materiale fu distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale.
Esiste invece la preziosa testimonianza di una superstite, raccolta da Mauro Carrara: la signora Grembialini Ariella, che all’epoca era una bambina di neanche dieci anni, si trovava sulla prima delle quattro carrozze trainate dal locomotore che era partito da Piombino.
Viaggiava con i genitori Grembialini Onesto e Gabriellini Bice, entrambi feriti seriamente nell’incidente: Onesto riportò una “una ferita lacero cuoio capelluto regione occipitale. Commozione celebrale”, mentre Bice “Frattura 1° e 5° metacarpo mano sinistra. Shock”.
Il racconto di una sopravvissuta
Il ricordo della signora Ariella é quello di viaggiatori che ballavano negli spazi dello scompartimento ferroviario continuando a festeggiare uno dei migliori corsi mascherati dell’epoca, quando all’improvviso lo scontro tra i due treni provocò un boato; il locomotore si incastrò nella Littorina che poco dopo prese fuoco. Ci fu quindi l’inevitabile fuggi fuggi generale, attraverso le porte, dai finestrini mentre la signora Ariella rimase a bordo assieme ai genitori feriti.
Nel frattempo erano accorsi alcuni contadini ed i carabinieri ma la Littorina avvolta dalle fiamme impediva loro di prestare soccorso ai passeggeri.
La Pubblica Assistenza giunse dopo circa un’ora e tutti i feriti vennero portati in ospedale mentre Ariella, uscita illesa dall’incidente, fu lasciata sul posto nonostante la richieste dei genitori: la bambina rimase sola fino alle una di notte, in una zona circondata da acquitrini paludosi, quando un parente venne a prenderla.
Per venti giorni non riusci parlare e per lo shock per un anno perse la memoria.
Pubblichiamo la Poesia in ottava rima composta dal poeta contadino BRACALI GIUSEPPE e pubblicata dal Giornale LA TRIBUNA, n. 43, a. 1934 insieme ad un disegno.
Fonte: Regione Toscana - Piombino: frammenti dal passato - 2017 M. Carrara - Volume in distribuzione gratuita
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