La Miniera di Baratti 1
Esercizio Minerario Etruria Srl 1953 – 1961

La difficile reperibilità dei minerali di ferro, provocata dalla guerra di Corea, indusse la Ferromin a riprendere lo scavo delle scorie ferrose di Baratti, affidando i lavori all’Etruria Srl.
L’esercizio minerario fu semplificato, la teleferica non fu più riattivata. Le scorie scavate meccanicamente venivano caricate direttamente su due autocarri, con una sommaria eliminazione delle frazioni minute grazie ad un vaglio rudimentale.

Raramente si utilizzava la laveria e solo per ripulire le scorie fangose, scavate sotto il livello dell’acqua.

La fine della guerra coreana, ma soprattutto la soluzione della crisi del Canale di Suez provocò il crollo del prezzo dei noli marittimi e fu facile rifornirsi con gli ottimi minerali di ferro del Venezuela e dell’India.
Per la miniera di Baratti si chiuse ogni spiraglio mercantile e sui suoi piazzali si ingrossarono i cumuli di materiale invenduto.

Tra il 1960 e il 1961 cessarono le operazioni di scavo e la miniera non fu chiusa solo per cercare di spedire il prodotto invenduto.
Nel 1965 la Ferromin rinunciò alla concessione mineraria e nel 1969 la miniera di Baratti cessò di esistere anche formalmente.
Nel Golfo intanto si era affermata una nuova industria: quella del turismo balneare e culturale che disegnò un diverso paesaggio, senza però cancellare tutte le tracce di un tempo ormai consegnato alla storia.
Ricostruzione storica Carlo Pistolesi
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