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La duna

La duna di Baratti

La duna

Ci sono cose in natura che immediatamente ci colpiscono, che lasciano il segno…cose appariscenti, vistose. Sarà frutto del condizionamento verso il bello che un po’ caratterizza la nostra società.

E poi ci sono le cose che sfuggono, quasi invisibili o comunque sulle quali non ci soffermiamo: lo sguardo passa oltre e così la nostra attenzione. Le dune fanno spesso parte di questo gruppo, nonostante siano ambienti di grande interesse naturalistico ed ecologico.

La duna di Baratti
La duna e la pineta antistante la spiaggia di Baratti – Foto Simonetta Giannarelli

La loro formazione naturale avviene attraverso il vento e le piante: il vento accumula i sedimenti che arrivano sulla costa per mezzo delle correnti marine e le piante bloccano la sabbia. Quello che invece ne determina la scomparsa o riduzione sono le bonifiche idrauliche, lo sviluppo urbanistico, più in generale l’antropizzazione.

Oggi i sistemi dunali costieri “di casa nostra” sopravvivono in un numero alquanto ristretto di zone, quali Baratti, Rimigliano e la Costa Est, ove comunque il fenomeno di erosione del litorale, come l’intervento dell’uomo, ne altera i cicli sedimentari.

L’arretramento della linea di riva è frequentemente associato alla demolizione delle dune; esse sarebbero in realtà il naturale argine alle acque alte, la protezione che madre natura ha studiato per gli ambienti di retrospiaggia e anche una naturale riserva di sabbia che alimenta le spiagge quando vengono erose dalle mareggiate.

Per una pianta nascere e vivere su un sistema dunale significa essere altamente specializzata nel far fronte a condizioni particolari: pochissima acqua, alta salinità e tanto irraggiamento solare.
La duna non deve essere quindi invisibile ai nostri occhi ma anzi, la sua tutela e valorizzazione dovrebbero essere oggetto di una vera e propria sensibilizzazione.

La duna a Baratti
La duna a Baratti – Foto Simonetta Giannarelli

Nel nostro quotidiano possiamo già mostrare una grande consapevolezza e rispetto muovendoci dalla pineta alla costa per esempio utilizzando gli attraversamenti esistenti e non calpestando le piante anche se di piccole dimensioni.

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