Il Piano Marshall
Gli americani e il Piano Marshall in Val di Cornia
Sicuramente molti di noi avranno ricordi diretti oppure ascoltato dai familiari i racconti di quelli che furono gli anni seguenti alla fine della Seconda Guerra Mondiale sancita ufficialmente il 2 settembre 1945: la fine del conflitto lasciò l’Europa in condizioni disastrose.
Anni di privazioni, combattimenti, attacchi aerei e deportazioni avevano distrutto buona parte delle infrastrutture, delle fabbriche e delle grandi città. Il panorama politico era stato stravolto e nuove potenze si stavano affermando sulla scena internazionale.
Fu in questo contesto che gli italiani furono chiamati a scegliere con un referendum di abbandonare la Monarchia e far rinascere l’Italia come Repubblica Parlamentare.
Il mondo intanto si stava dividendo nei “blocchi” che si sarebbero contrapposti nella Guerra Fredda. Gli USA per arginare l’influenza sovietica in Europa, misero in atto una campagna di aiuti finanziari volti alla ripresa economica del continente.
La nuova Repubblica doveva affrontare il problema della ricostruzione, sia del paesaggio devastato che dai danni sociali provocati dalla guerra: rientro degli sfollati, abbandono e incuria per la mancanza di giovani forze inutilmente sacrificate, campagne con strutture arretrate e poco efficaci.
La riforma agraria
Il Parlamento intervenne subito con una legge (n. 841 del 21 ottobre 1950) con la quale regolamentava le espropriazioni, le bonifiche, la trasformazione e l’assegnazione dei terreni ai contadini. Una vera Riforma Agraria che aveva l’intento di migliorare le condizioni sociali ed economiche della popolazione. Definiva gli strumenti per un rilancio dell’economia ma anche di uno sviluppo culturale teso alla partecipazione della popolazione alla vita politica della nazione.
Un fondamentale aiuto arrivò dall’European Recovery Program (ERP) o “Piano Marshall” dal nome del Segretario di Stato statunitense George Marshall che lo presentò nel 1947. Quasi un terzo dei fondi del Piano Marshall furono destinati all’ammodernamento del mondo agricolo che a sua volta avrebbe rilanciato il settore secondario.
Con la Riforma Agraria furono istituiti sul territorio nazionale gli Enti di Riforma con lo scopo di espropriare e riassegnare i terreni a piccoli imprenditori agricoli, sgretolando il vecchio sistema del latifondo. Nella Maremma tosco-laziale sovraintendeva agli interventi l’Ente Maremma.
L’industria siderurgica
Dal punto di vista industriale siderurgico anche tutti gli stabilimenti Finsider escono dal conflitto gravemente danneggiati: si rende necessario un totale rinnovamento e ricostruzione dell’industria siderurgica italiana vista l’elevata domanda internazionale di acciaio.
Anche il piano che prende il nome di Oscar Sinigaglia, che sarà il nuovo presidente Finsider, attingerà ai finanziamenti Marshall: arriveranno quindi ingenti capitali per gli stabilimenti considerati strategici .
Grazie a questi sforzi nel 1957 viene completata la nuova acciaieria all’interno dello stabilimento toscano Finsider di Piombino.
Una città nella città, che si estende su una
– superficie di 900.000 mq, di cui 11.200 al coperto,
– dispone di una rete ferroviaria lunga circa 45 km e
– una rete stradale di 10km,
– per un’occupazione totale di circa 2.500 unità.
Al di fuori dello stabilimento, si contano circa 30.000 abitanti.
Ulteriori e interessanti approfondimenti qui: Cronologia Leonardo
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