Il pellegrinaggio di Sant’Amatore
Per ricapitolare: dall’abolizione delle istituzioni pagane nel 394 al momento in cui Papa Zosimo chiede notizia al vescovo Teodoro nel 417 passano 23 anni in cui la notizia del martirio ha raggiunto Roma e L’occidente. Possiamo essere ancora più precisi? Sì in questo caso siamo particolarmente fortunati. A portare la notizia e le reliquie dei santi in occidente fu Amatore vescovo di Autissiodorum (da qui in avanti Auxerre).

Auxerre
La memoria di questo vescovo e delle sue gesta si sarebbe potuta perdere come quella delle gesta di Asello di Populonia ma Amatore ebbe in sorte un giovane allievo e un successore molto famosi. La data della sua morte, il primo maggio 418, è una data certa; è la data in cui divenne vescovo di Auxerre Germano, uno dei padri della chiesa del V secolo.
Diversi anni prima Amatore consacrò sacerdote (1) niente po’ po’ di meno che Patrizio, futuro vescovo d’Irlanda.
Il pellegrinaggio di Amatore in Terrasanta, il primo dopo quello archetipico dell’imperatrice Elena, potrebbe dunque aver avuto luogo tra 388 e il 418, durante i trent’anni del suo vescovato.
A maggio del 418 Amatore moriva a Auxerre e gli succedeva il vescovo Germano che farà della caccia agli eretici pelagiani prima in Britannia e poi in Irlanda la sua missione. Tra il 417 e il 418 Zosimo diventò papa e sollecitò al vescovo Teodoro un resoconto attendibile del martirio di Giulitta e Quirico, la notizia del martirio era già arrivata in Italia nel 417.

Il giovane San Patrizio
Occorre, però, segnalare che le dedicazioni a Santa Giulitta e San Quirico (Llan Ilid & Curig) in Glamorgan e l’importanza di questo culto nelle terre dove era nato Patrizio (2), ci fanno sospettare che anche il futuro patrono d’Irlanda abbia partecipato al pellegrinaggio del suo vescovo e questo ne circoscrive la datazione tra il 405 e il 418 (3).
Non è un azzardo pensare una cosa del genere; Patrizio era un giovane poco istruito, i suoi studi di grammatica si erano interrotti quando i pirati irlandesi lo avevano rapito. In un mondo dove la retorica e l’eleganza della metrica era idolatrata, soltanto i più istruiti avevano qualche speranza di avanzare nel cursum honorum e la chiesa cristiana non faceva eccezione.
In cattività, però, erano arrivate altre lezioni, Patrizio sapeva condurre un carro, veniva impegnato in ogni genere di lavoro manuale e gli venivano affidate piccole e grandi scocciature della vita di ogni giorno, aveva imparato la lingua dei suoi padroni dovendo obbedire agli ordini, come nel XIX secolo si imparava il francese nella Legione Straniera; insomma era un uomo ideale da portarsi dietro in un lungo viaggio.
1 - Non fu consacrato vescovo come erroneamente riporta Muirchu che, nella sua Vita sancti Patricii, ne storpia anche il nome in Amatorex. Il problema di Muirchu è quello di dimostrare che Patrizio è stato un discepolo del prestigioso San Germano e quindi trasforma Amatore un fantomatico vescovo locale che consacra vescovo Patrizio, cosa del tutto assurda visto che, per consacrarne uno, di vescovi ce ne volevano almeno due ma funzionale a Muirchu per tacere il fatto che Patrizio agì da vescovo senza esserlo per gran parte della sua missione.
2 - Si vedano le leggi di Hywel il buono, una raccolta di leggi risalenti ai secoli precedenti compilate nel X secolo che annoverano la festa di St. Giric tra le tre principali del Galles.
3 - Per una datazione e una ricostruzione, ragionata e ragionevole, della vita di San Patrizio si veda Fabio Barbieri. History of Britain, 407-597.
Alle radici di San Quirico e San Giustiniano - Le ipotesi di lavoro di uno scrittore di romanzi storici - Tratto da uno studio di Diego Luci
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