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Due donne al Comando di Torre Mozza

Due donne al Comando di Torre Mozza

“Di Torre in Torre”: ogni torre, una storia!

Le torri poste lungo il litorale Piombinese erano guarnite da un tenente e da uno, massimo due cannonieri: in caso di attacco dalla torre si sarebbe spedito il segnale di allarme ed i soccorsi sarebbero arrivati in breve tempo.

Ai primi del ‘800 al comando di Torre Mozza c’era il Tenente Giovanni Bordi, incaricato però di altre incombenze.

Il 28 maggio 1805, per ordine ricevuto da Piombino si dovette recare con un suo cannoniere a Follonica ed a Massa Marittima, probabilmente anche per fare provvista di munizioni, lasciando nella Torre la propria famiglia.

Torre Mozza – 1967 – Spiaggia e Camping

Questa era composta da diversi fanciulli in tenera età, due ragazze di cui una di 16 e l’altra di 20 anni (fratelli e sorelle del castellano) e la loro madre.

Alle ore 12 mentre la famiglia Bordi era occupata nelle cure domestiche, avvistò accidentalmente un’imbarcazione che si stava avvicinando alla spiaggia.

Torre Mozza – Vista lato Ovest Piombino
Foto Giuseppina Bulgarino
Torre Mozza – Vista lato Est Follonica
Foto Giuseppina Bulgarino

Le tre donne non sapevano cosa fare perché non riuscivano a capire con certezza se si trattasse di un veliero nemico o meno e comunque non avevano mezzi per accertarsene.

Quando il brigantino giunse in prossimità della spiaggia e iniziò ad organizzare lo sbarco delle truppe, le donne si accorsero che trattava di un bastimento Inglese e quindi nemico.

La sorella maggiore, Gaetana, “alta di statura e di cuore”, indusse la madre a partire con tutti i figli piccoli alla volta di Vignale, per portarsi in salvo e chiedere un tempestivo soccorso.

Vignale distava 5 miglia mentre Piombino circa 10. Gaetana ed Onorata rimasero a guardia del Forte.

Torre Mozza

Sprangarono le porte e si prepararono alla difesa finché il fratello non fosse tornato o non fosse giunto un soccorso.

Le donne, esperte nell’utilizzo delle armi “ per la scuola fatta loro dal fratello”, puntarono i due cannoni che armavano la Torre verso il brigantino, dirigendo alla meglio il fuoco contro i nemici.

Il veliero inglese, armato con 18 pezzi (cannoni), rispose prontamente al fuoco.

Sotto le cannonate provenienti dalla Torre, il Capitano Inglese ordinò di virare per ricevere più vento da un’altra direzione, in modo da cambiare l’andatura e cercare un luogo più sicuro per eseguire lo sbarco.

Torre Mozza
Foto Giuseppina Bulgarino

Nel frattempo il frastuono delle armi aveva attirato alcuni contadini verso la costa: fu allora che il Capitano del Bricco Inglese, temendo un’imboscata e di essere in inferiorità numerica, dopo un momento di esitazione non ebbe il coraggio di effettuare lo sbarco.

“Ignoravano certamente gli Inglesi quali fossero i difensori della torre e quanto deserto fosse il luogo e lontano il soccorso”, altrimenti avrebbero forse osato di più.

Dopo tanta esitazione quindici uomini ed un ufficiale sbarcarono e si avvicinarono alla Torre; non è noto se e quanto ad est o ad ovest del Forte.

Le due donne, imbracciato il fucile, cominciarono a sparare dalle feritoie contro i nemici più vicini e difesero il Forte fino alle 4 del pomeriggio quando accorsero numerosi gli abitanti del luogo che misero in fuga gli assalitori sbarcati sul lido.

Il Capitano del Bricco rivolse la poppa alle coste italiane e si allontanò a vele spiegate.

“Il ministro francese Delespereut, residente in Piombino,” elogiò le due sorelle in nome della Principessa Elisa, per il coraggio e la devozione mostrata, donando alle valorose Bordi terre e denaro.

“Di Torre in Torre”: ogni torre, una storia!

La battaglia di Torre Mozza: il mancato soccorso da Vignale

Il 28 maggio 1805 le sorelle Bordi erano intente a difendere Torre Mozza dall’attacco di un brick inglese ma aspettavano con ansia e speranza l’arrivo dei soccorsi da Vignale.

Quel giorno la popolazione era occupata in una pomposa processione: grida, urla di gioia e spari di mortaretti facevano percepire il fuoco dalla Torre come rumore della festa e nessuno ci fece caso.

Da Vignale i soccorsi partirono solo quando arrivò la famiglia Bordi avvisando del pericolo in cui si trovavano le due sorelle.

Secondo i documenti, per la valorosa difesa della Torre, Gaetana, la sorella maggiore, ricevette 180 saccate di terreno (circa 91 ettari), da scegliere, tra i beni del demanio in un luogo a lei gradito mentre Onorata ricevette una ricompensa in denaro.

Fonte foto: Collezione di cartoline di Valerio Guerrieri conservate presso Archivio Storico della Città di Piombino “Ivan Tognarini”
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